La formazione classico figurativa dell’artista, avvenuta nelle classi di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, traspare nell’opera pittorica, attraverso l’uso frequente, quasi costante, del colore ad olio e del disegno rigoroso della figura nelle sue rappresentazioni.
Le serie di figure femminili su tavola, come le Cariatidi, le Danzatrici, le Dee Madri e le serie delle Levitazioni ed i Vasi, emergono da una materia pittorica fatta di segni, carta, terra, legno colla e pigmenti.
Marilena usa stoffe immerse nella colla cercando tridimensionalità, unisce alla pittura tecniche di stampa che lei sa ben controllare, agisce sulle sue forme, le trasforma, le rimpiccolisce e le fa svanire. Le figure diventano segni, come gli alberi della vita o frammenti di materia, ma sempre per raccontare se stessa, del femminile, della sua aspirazione alla libertà e del pericolo di ombre che possano sovrastare i nostri corpi, la nostra bellezza e quella del mondo.